Roma sparita

28 giugno 2017

29 giugno - La Girandola, Castel sant'Angelo e la festa di san Pietro e Paolo.

Lo spettacolo pirotecnico noto come Girandola fu messa in scena a Castel Sant’Angelo a partire dalla prima metà del Cinquecento, secondo uno schema sostanzialmente costante che perdurò fino al XVIII secolo. 

Origini lontane Nato nel lontano 1481, durante il pontificato di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484),  il grande spettacolo di fuochi d’artificio, fu organizzato il 29 giugno principalmente per la festa  dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma .
In queste occasioni la stessa struttura architettonica di Castel Sant’Angelo diveniva fulcro dell’apparato pirotecnico. 
I fuochi iniziavano dai torrioni laterali per concludersi con il grande fuoco centrale, nella parte più alta della struttura. 

La girandola ha colpito l'immaginazione dei moltissimi spettatori ed è stata raccontata anche nelle pagine di Charles Dickens e nei sonetti di Gioacchino Belli (La ggirànnola der 34 ), immortalata nelle stampe di Piranesi e nelle opere dei grandi pittori del passato.  
festa della Girandola a Castel Sant’Angelo 
(G. Lauro,
acquaforte, 1624

 (Museo di Roma, Palazzo Braschi)**.

La Girandola si faceva per ogni occasione.
"La Maraviglia del Tempo", anche così era chiamata, nasce a Roma nel 1481 per volontà di Papa Sisto IV e, da quel momento in poi, viene utilizzata per celebrare i principali eventi e festività religiose dell’anno:  come la Santa Pasqua, la ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo e l’incoronazione del nuovo Papa, addirittura per i loro compleanni, e per le venute dei principi.
Possiamo dire che ogni occasione era buona...
Questo singolare “prisma  pirotecnico” era un unicum nell’arte dei fuochi d’artificio e richiamava spettatori da tutta Europa, di ogni nazionalità e ceto. 
Tradizionalmente attribuita a grandi artisti come Michelangelo Buonarroti (quando lavorava per Giulio II), sicuramente migliorata e rielaborata da Bernini, andò in pensione nel 1861 dopo quasi quattro secoli.
Non si trattava di un semplice fuoco d’artificio, ma la Girandola era un evento che richiamava spettatori da tutta Europa, un appuntamento dove accorrevano stranieri di ogni grado e ceto sociale. 
Nel 1851 la girandola viene trasferita sul piazzale del Pincio.

La Girandola oggi 
Franz Theodor Aerni-La Girandola
A CastelSAngelo (Museo di roma)
1874-80
Da qualche anno, questa bella tradizione è stata ripresa e si avvale della  tecnologia per l’accensione dei fuochi. In passato servivano 100 uomini, oggi  18 tecnici e un progettista sono in grado di fare – in tutta sicurezza – il lavoro. Scrupolosamente fedeli all’antica Girandola sono le miscele dei fuochi, per garantire la brillantezza e i colori del Rinascimento. Il tutto, con tecniche complesse e grandiose come quelle del passato: 5 punti di partenza dei fuochi, oltre 400 “accelerazioni”, 600 tra “candele romane” e “fontane falistranti”.

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**L’acquaforte, eseguita dall’incisore Giacomo Lauro attivo a Roma dal 1583 al 1645, riprende lo spettacolo con una prospettiva frontale dalla piazza di Ponte. L’incisione assume particolare valore nella documentazione del torrione costruito da Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503), poi demolito nel 1628 da Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644), evidente oltre il ponte Sant’Angelo, ancora decorato dalle sole statue dei Santi Pietro e Paolo