Roma sparita

4 dicembre 2017

Natale a Roma sparita- Arrivano zampognari e pifferai.


A Roma sparita non era Natale se nelle strade non si diffondeva il dolce e caratteristico suono dei zampognari e dei pifferai (in romanesco i BBiferari).  Essi arrivavano il 25 novembre, giorno di Santa Caterina, e appena cominciavano a suonare per le strade venivano invitati nelle abitazioni, dove gli veniva offerto vino e anche del cibo detto «il cartoccio della padrona», oltre a qualche soldino. 

La novena per il Natale
Gli zampognari venivano a fare le novene (1) davanti a tutti gli altarini delle Madonne che si trovavano agli angoli delle strade, nelle botteghe e nelle case.
Fino a '800 inoltrato la tradizione della novena per il Natale era molto sentita a Roma sparita.
La novena si articolava in una introduzione, nella cantata, nella pastorale ed infine nel saltarello. 
Molte famiglie di Roma erano clienti fisse da generazioni degli zampognari, quindi le dimore dove fare la novena si trasmettevano di padre in figlio e addirittura alcuni si prenotavano più di una novena anche...per non passare da liberali. La novena portata dagli zampognari durava nove giorni.
e costava 2 paoli. 
Finito il periodo natalizio i suonatori riuscivano a guadagnare anche 40 o 50 Scudi, che per quei tempi era una cifra considerevole e permetteva di passare qualche mesi senza lavorare.
Per poter suonare per strada, gli zampognari  dovevano chiedere un'autorizzazione, che dal 1870 una laica ordinanza postunitaria revocò e così la tradizione della novena scomparve, nonostante le proteste dei romani e dei giornali del tempo.
Nella campagna romana  la zampogna si suonava anche durante il carnevale, le feste patronali, i matrimoni, nelle osterie, durante le ottobrate, come testimoniato dalle belle incisioni di Bartolomeo Pinelli.

Gli zampognari e le edicole sacre
Roma è sempre stata meta preferita di zampognari e pifferai,  che provenivano dal centro sud, principalmente da Abruzzo, Lazio, Campania.
I piferrai giravano sempre perlomeno in due: il più vecchio che suonava la zampogna, quello più giovane il piffero (in romanesco bifera)
In queste edicole erano poste immagini della Madonna spesso con Gesù Bambino. 
E in quanto simbolo della religiosità popolare erano diffuse in tantissime strade e vicoli di Roma, dove anche oggi è possibile ammirarle. 
Queste  edicole votive erano chiamate Madonnelle, ed erano spesso costituite da immagini dipinte ad affresco o su tela, racchiuse in cornici e baldacchini, a volte scolpite in marmo, ed impreziosite da ex voto. 
Alcune erano anche dentro cortili e portoni
Data la carente illuminazione pubblica, lumini, candele e lampade votive, offerte dai fedeli o dalle numerose confraternite, servivano anche a rischiarare le strade durante la notte.

Leggendo Giggi Zanazzo..
Nel racconto di Zanazzo c'è anche una nota autobiografica. Suo padre Carlo, che gestiva un'osteria a Testaccio, per non essere preso di mira dal governo pontificio, si raccomandava  alla Madonna. Così faceva fare, pagando 4 paoli, due novene per ogni altarino che era presente nella sua osteria.
pastorelli 
che suonano il piffero
Queste novene venivano fatte una la mattina e una la sera e duravano 18 giorni. 

Ogni suonata veniva intramezzata con una canzoncina religiosa, 
totalmente incomprensibile per chi li ascoltava, a causa del dialetto ciociaro o abbruzzese
E un aneddoto riferisce che cantando avrebbero detto: 
«E quanto so’ mminchioni ’sti romani Che ddanno da magnà’ a ’sti villani». Parole che però di religioso non avevano proprio nulla  ...
Gli zampognari tornavano al loro paese 15 giorni dopo Natale.
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(1) La novena è un'attività di devozione cristiana che consiste principalmente nel recitare preghiere (come il Rosario) ripetute per nove giorni consecutivi. È destinata alla preparazione a una ricorrenza solenne, come il Natale o la Pentecoste, o anche solo per richiedere particolari grazie.

25 novembre 2017

Roma sparita. Ecco il meteo per l'arrivo dell'inverno...

Anche a Roma sparita si temevano le forti precipitazioni, e il giorno più piovoso dell'anno era ritenuto il 30 novembre: la festa di sant'Andrea pescatore (1).

Il meteo nei proverbi, dettati dalla saggezza popolare
Chi di noi non ha mai detto, guardando il cielo: "Rosso di sera bel tempo si spera", che forse è uno dei proverbi più utilizzati in campo metereologico? 
E i nostri nonni per regolarsi su come sarebbe stato il tempo durante le quattro stagioni,  seguivano proprio antichi proverbi, si scambiavano detti popolari che man mano si sono consolidati nella cultura popolare anche fra popoli diversi. 
Tutto ciò era frutto della saggezza popolare. 
Questi proverbi, frutto di osservazioni di agricoltori, pescatori e allevatori di bestiame, si sono tramandati oralmente e così, anche a Roma sparita, circolavano spesso in bocca anche alle comari romane.

Come suggerisce Giggi Zanazzo. Originali, come al solito, i proverbi romaneschi. Le popolane quando si sentivano pizzicare il collo, perchè punte da una pulce erano solite dire: "La pulce al collo: l'acqua a ponte mollo". 
Con questo detto volevano intendere che si sarebbe verificata una copiosa pioggia, le cui conseguenze sarebbero state visibili a ponte Milvio,
chiamato popolarmente ponte Mollo, che quando il Tevere era in piena, era il primo a venire sommerso.

Sempre a Roma, un altro famoso proverbio metereologico riguardava il 2 dicembre, festa di santa Bibbiana (o Viviana).
«Si ppiove er giorno de Santa Bbibbiana,
Piove quaranta ggiorni e ’na sittimana».
[Versione. Se piove il giorno di Santa Bibbiana, pioverà per quaranta giorni e una settimana].


Se pioveva in quel giorno, tutta la prima parte dell’inverno sarebbe risultata in prevalenza umida. E se addirittura nevicava,  l'inizio dell'inverno sarebbe risultato freddo e con diversi episodi di questo tipo.
Se invece splendeva il sole, si sarebbe andati incontro ad un periodo prevalentemente secco.

Importanza della metereologia 
Indubbiamente le previsioni del passato, fatte con sistemi empirici, avevano comunque una certa attendibilità, frutto dell'osservazione dei fenomeni naturali. 
Non solo, però!
In mancanza degli attuali, sofisticati sistemi meteo,  possiamo solo immaginare quanto era importante regolarsi sull'andamento delle stagioni, che influivano moltissimo sulla vita di popolazioni dedite essenzialmente alla pastorizia, alla all'agricoltura,e alla pesca, tutte attività che si svolgevano all’aperto e perciò strettamente dipendenti dalle condizioni atmosferiche
E proprio grazie al passaparola, proverbi e detti popolari, per lo più frutti di superstizioni e mitologia, riflettevano a loro modo una certa saggezza meteorologica. Quei detti popolari contenevano infatti l’esperienza collettiva di generazioni di cacciatori, pescatori, mandriani, agricoltori, marinai.

Diffusione della metereologia. I popoli hanno osservato, misurato e cercato di fare previsioni meteo sin dal 1400. Secondo la NOAA History page pluviometri, barometri, anemometri, igrometri e termometri, apparvero tutti negli anni compresi fra il 1400 e il 1700. Ma è stato solo con l’invenzione del telegrafo negli anni ’40 dell’800 — grazie al quale le informazioni meteorologiche potevano essere rapidamente condivise sulla lunga distanza in modo da determinare i modelli, e individuare i temporali in arrivo — che nacque davvero la moderna meteorologia.  

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1)Andrea (=virile, gagliardo, dal greco) è il primo apostolo che si incontra nei Vangeli. È un pescatore, fratello di Simon Pietro. Andrea annuncia la Parola di Dio in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi va in Grecia, e guida i cristiani di Patrasso. E qui muore martire, crocifisso: viene appeso – secondo una tradizione - con funi a testa in giù a una croce a forma di «X» (detta poi «croce di Sant’Andrea»).

13 novembre 2017

Il papa deve regnare pochi anni. Non fu così per Leone XIII e Pio IX.


Leone XIII
Nel suo libro intitolato Usi, costumi e pregiudizi del popolo romano,  Giggi Zanazzo fa una  strana affermazione a proposito della durata del pontificato. Scrive cioè che era consigliabile che il papa regnasse solo pochi anni. 
Si tratta di un'affermazione non suffragata però da alcuna spiegazione.
Una cosa certa è che quando Zanazzo  pubblicò questo libro era il 1908  e proprio in quegli anni si era concluso uno dei due lunghissimi pontificati dell'Ottocento.

Due lunghissimi pontificati. Pochi anni prima, il 16 ottobre 1903, infatti si era concluso il pontificato di Leone XIII (1810-1903), durato 25 anni e 4 mesi. Preceduto da un altro pontificato, addirittura più lungo: quello di  Pio IX (1846-1878), che in assoluto è stato  il pontificato più durevole di tutti i tempi,  con i suoi interminabili 31 anni e 7 mesi.
Forse qui va ricercata il motivo di questa affermazione: questi pontificati che sembrava non finissero mai, devono aver convinto Zanazzo, che riportava voci, umori raccolti dalle strade romane dalla bocca del popolo,  dei lati negativi di avere sul trono pontificio lo stesso papa per tanti lunghi anni...


Leone XIII uno dei papi più longevi. 
L'incoronazione di Leone XIII ebbe luogo per la prima volta nella Cappella Sistina il 3 marzo 1878. 
Il cardinal Pecci annunciò di voler assumere il nome di Leone in ricordo di papa Leone XII che lo aveva aiutato nei primi anni della sua carriera ecclesiastica e che aveva sempre ammirato per l'interesse dimostrato agli studi, per l'atteggiamento conciliante nei rapporti con i governi e per il suo desiderio di riavvicinamento con i cristiani separati.
La sua salute cagionevole lasciava presagire un pontificato di transizione. 
Esso si sarebbe rivelato invece addirittura il terzo per durata fino a quell'epoca, in quanto il secondo era stato, come già detto, quello di Pio IX durato 31 anni e 7 mesi (1846 -1878), che aveva ampiamente superato quello i 25 anni di san Pietro .
Pio IX
Leone XIII,  ricordato per la  importantissima enciclica Rerum Novarum, stabilì anche un altro record in quanto morì alla veneranda di 93 anni, un record per quell'epoca. 
Pio IX invece era morto a 86 anni.

Erano finiti però per il papato i bei tempi!! La presa di Roma avvenuta nel 1870 aveva decretato la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica e aveva aperto un momento di profonda rivoluzione nella gestione del potere temporale da parte dei papi.

I papi più longevi
A Roma sparita c'era poi la convinzione che se un papa fosse arrivato a passare gli anni di san Pietro, Roma sarebbe sprofondata e non sarebbe rimasta nemmeno una colonna.
Almeno così si era creduto fino  all'Ottocento quando i pontificati di Pio IX e a di Leone XIII avevano sfatato tutte le credenze popolari, in quanto entrambi avevano ampiamente superato i 25 anni di san Pietro, senza che a Roma era "volata una penna.
Questo perchè il cielo voleva così..."
Pochi papi avevano superato infatti la soglia dei 20 anni e quasi nessuno i mitici 25 anni di san Pietro.

Ecco una tabella che riporta i 20 papa più longevi della storia della Chiesa fino ai nostri giorni.

8 novembre 2017

Roma sparita. 11 Novembre, festa dei dei cornuti


El Greco- San Martino 

Ogni anno l'11 novembre si festeggia san Martino. che è il Santo protettore dei soldati ma anche... dei cornuti

Storia di san Martino. 
Famoso è l'episodio collegato alla sua vitache accompagna la storia di questo importante Santo. 
Siamo alle porte di Amiens, in Francia,  quando Martino di Tours, che era un militare,  incontra un mendicante seminudo. 
Subito, in un gesto di solidarietà, taglia in due il suo mantello militare e lo condivide con il mendicante. 
La notte stessa gli venne in sogno Gesù, che si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. 
E  Gesù così disse ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Miracolo !! Al risveglio il suo mantello era integro. 
Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi. È infatti considerato uno dei grandi santi di Gallia. 

Estate di san Martino
marito che scopre un adulterio
In Italia un altro aspetto che riguarda San Martino è collegato alla metereologia: infatti la cosiddetta estate di san Martino sta ad indicare quel periodo autunnale, gli inizi di novembre,  in cui, dopo il primo freddo, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.  Questo periodo si organizzano anche alcune tradizionali feste popolari.

Protettore dei cornuti
San Martino è  associato  a una categoria particolare essendo protettore dei cornuti.
Nella Roma sparita di Luigi Zanazzo si racconta di una crudele consuetudine. La notte prima della ricorrenza dell'11 novembre,  davanti alle porte di quelli ritenuti "cornuti contenti" (erano quegli individui che per opportunità sopportava..le corna) venivano poste infiorate di mortadella, di fiori, di nastri, di corna, di sonetti (cioè brevi scritti), oppure rena gialla sparsa per terra a sottolineare  a tutti la cornutaggine dell'abitante nella casa.


B. Pinelli- Lite fra trasteverini
Tutti questi simboli erano un "regalo" fatto da qualche finto e segreto amico, che voleva vendicarsi senza uscire allo scoperto.
Con uno spirito spiccatamente romano, si ridicolizzava così il malcapitato cornuto additandolo alla pubblica gogna. 
Attenzione però ! Capitava spesso che  il cornuto, vittima della crudele derisione, veniva  a sapere chi era stato e allora ci scappava  la lite, la coltellata e infine...il morto.
Perchè san Martino è collegato con le corna? Vari teorie circolano nessuna è però convincente....                                                                                                                

6 ottobre 2017

Roma sparita. Sogni e credenze popolari.



Come è facile immaginare, poiché l'attività onirica è connaturata all'uomo, se ne ha testimonianza sin da quando si ha notizia della specie umana.
I sogni si prestavano (e si prestano) alle più diverse interpretazioni, collegate spesso proprio con un altro aspetto che ha da sempre accompagnato l'uomo: il mondo delle superstizioni. La loro storia, praticamente, è antica quanto l'uomo: rappresentano un modo, ieri e ancora oggi, per esorcizzare la paura per i fenomeni rari, singolari e misteriosi, che non potevano essere spiegati o risolti in modo logico. 

Tutti, chi più chi meno, ricchi e meno abbienti, istruiti o con poca preparazione, da nord a sud, in alcuni momenti cedono alla tentazione di acquistare un piccolo amuleto, di toccare ferro o di cambiare strada quando incontrano un gatto nero. Si racconta, che persino il filosofo, storico e critico Benedetto Croce, morto a Napoli nel 1952, ad un certo punto, a proposito delle superstizioni, diceva: "non è vero, ma prendo le mie precauzioni". 

K. P. Brjullov (1799-1852)
Sogno di una ragazza
Con le sue innumerevoli tradizioni popolari, le numerosissime credenze locali, le suggestive usanze paesane, in Italia le superstizioni hanno trovato terreno fertile per sopravvivere ai mutamenti del tempo. Tanto da diventare un fattore di cultura e costume.

Anche Zanazzo lo conferma 
A Roma sparita è veramente curioso il significato che si dava ad alcuni sogni, e stupisce l'abbinamento di alcuni elementi fra di loro.
Tutti i sogni prevedevano riferimenti al tran-tran quotidiano e non troviamo riferimenti  spirituali, e fuori della realtà oggettiva.

Così sognare:
  • pesce, merda, fichi, acqua torbida era segno di guadagno.  
  • una serpe era segno di maldicenza o lingue cattive,
  • frati, preti, maschere e donne invece voleva dire "facce finte",
  • denti che cadevano voleva dire la morte dei parenti,
  •  l'oro era segno di povertà, 
  • l'argento invece era segno di piacere,
  • acqua chiara e uva bianca erano segni di lacrime,
  • polli, uccelli, o penne erano pene sicure, 
  •  uova erano segno di chiacchere e di pettegolezzi,
  • capelli che cadevano era segno che si sarebbe dovuto passare un grande dispiacere
  • una donna in brandelli o nuda voleva dire dare scandalo,
  • una bestia che mordeva voleva dire un dispiacere, che si doveva passare  per un affare che si stava trattando,
  • Madonne o le chiese era invece segno di malattia...

Per non parlare dei numeri! Per conoscere la loro validità epoi giocarli, si dovevano mettere sotto al cuscino, e se nella notte si fosse fatto un sogno che corrispondeva ai quei numeri, voleva dire che erano "boni" e sarebbero usciti di sicuro.
Infine c'erano credenze popolari collegate  con la  posizione in cui si doveva dormire. 
La miglior posizione era quella di mettersi dalla parte della mano destra. Si doveva stare attenti a non toccarsi la testa o  il cuore: altrimenti c'era il rischio di avere sogni brutti. 
E se si voleva essere sicuri di svegliarsi di sicuro la mattina dopo, non si doveva dormire dalla parte del cuore cioè a sinistra, per paura di travaso di sangue per cui si sarebbe morti sul colpo.
Esattamente il contrario di quello che si consiglia oggi!!!

26 settembre 2017

Leggenda sul nome del papa. Meglio cambiarlo, altrimenti porta male....


Un'altra leggenda di Roma sparita  riguardava il papa appena eletto: se costui non avesse cambiato il suo nome di battesimo si credeva che avrebbe potuto morire poco dopo la sua elezione..
Giggi Zanazzo e il nome del papa.
A Roma sparita circolava la storia di quei pontefici, che non si erano voluti cambiare il nome di battesimo, e di lì a pochi giorni dall'incoronazione erano andati a far terra per i ceci (...ito a ffa’ terra pe’ cceci...), cioè erano andati sottoterra.
Non era stato sempre così...La decisione di cambiare il nome di battesimo,  viene attribuita a un papa lontanissimo nel tempo. 
Poichè si chiamava Mercurio, nome di un dio pagano, decise di cambiarsi il nome e così quando fu eletto, nel 533, scelse di chiamarsi Giovanni II.
Il secondo papa che cambiò nome dopo l’elezione, il cosìdetto Nome pontificale, fu Ottaviano dei conti di Tuscolo che nel 956, succeduto a soli 18 anni ad Agapito II, si fece chiamare Giovanni XII.
(E fu un papa che nè combinò di tutti i colori...)
Pinturicchio (1503-1508) 
Incoronazione Pio III, Siena  
Dopo di lui tutti i successori presero l'abitudine di cambiar il loro nome. 

Il papa che non cambiò il suo nome morì presto...
Fino ad arrivare a Marcello Servio, papa con un importante... curriculum, che per dare un segnale di continuità con quanto aveva fatto da cardinale, eletto papa il 9 aprile del 1555 volle continuare a chiamarsi Marcello II.
Non cambio quindi il suo nome...
E tutte le attese originate dalla sua sensibilità religiosa, dalle sue straordinarie qualità morali e intellettuali restarono deluse: il precario stato di salute di Marcello II, fu subito compromesso dall'attivismo dimostrato e dall'assidua frequentazione delle pratiche devozionali della settimana santa.
Un grave peggioramento si ebbe già nella terza settimana di pontificato e morì improvvisamente la notte fra il 30 aprile e il 1° maggio 1555. 
Poveretto !! Erano passati solo 21 giorni dall'elezione al pontificato... 
Questo episodio fu così preso a dimostrazione della validità della leggenda popolare sul nome del papa...

2 settembre 2017

Roma sparita. Le feste delle madonelle nei rioni romani


Le domeniche dei mesi di agosto e di settembre, nei giorni di festa dedicati alla Madonna, a Roma sparita si festeggiavano le statue delle madonne e soprattutto le tante madonnelle  che si affacciavano dai cantoni delle strade di Roma.

Il culto di Maria, madre di Gesù, era molto sentito dalle donne sia aristocratiche che popolane, che spesso  trovavano nella Madonna l'unica consolazione ai tanti drammi che la loro esistenza presentava. 

E così era un'usanza popolare molto diffusa quella di rendere omaggio alla Madonna allestendo degli altarini improvvisati in tutti rioni di Roma

E sono veramente tante le feste dedicate alla Madonna:
  • Maria Madre di Dio (1º gennaio),
  • la Purificazione di Maria (2 Febbraio),
  • Maria di Lourdes (11 Febbraio),
  • la Vergine Annunziata (25 Marzo),
  • Maria Ausiliatrice (24 Maggio),
  • la Visitazione (o festività della Madonna delle Grazie) (31 Maggio),
  • la Madonna del Carmelo (16 Luglio),
  • la Madonna degli Angeli (2 Agosto),
  • la Madonna della Neve (5 Agosto),
  • l'Assunzione di Maria Vergine (15 Agosto),
  • Maria Regina (22 Agosto),
  • Natività della Beata Vergine Maria (8 settembre)
  • il Santissimo Nome di Maria (12 Settembre),
  • la Vergine Maria Addolorata (15 Settembre),
  • la Madonna della Mercede (24 Settembre),
  • la Madonna del Rosario (7 Ottobre),
  • Vittore Carpaccio: 
    Natività di Maria Vergine
  • l'Immacolata Concezione (8 Dicembre).
Festa per la nascita di Maria
In particolare nella ricorrenza dell'8 settembre (natività della Beata Vergine Maria) si celebra la nascita della Beata Vergine Maria che è l’unica, insieme a Giovanni Battista e a Gesù stesso, di cui si celebra non solo il trapasso, ma la nascita terrena
Questa festa ha origini molto lontane in quanto è stata introdotta addirittura dal papa Sergio I (687-701) nel solco della tradizione orientale. 
Alla nascita di Maria è legata la figura di Sant'Anna, madre della Vergine e protettrice delle partorienti.

Le Madonnelle  
Caratteristiche di Roma, le madonnelle sono delle piccole edicole a muro affisse agli angoli dei palazzi antichi. Se ne contano ben oltre 500, distribuite soprattutto nel centro storico, ma un tempo erano migliaia, secondo quanto risulta da un censimento condotto nel XIX secolo.
Gran parte di esse sono dedicate alla Madonna, dalla quale presero il nome, ma qualcuna raffigura anche altri soggetti sacri.
L'uso di applicare le Madonnelle all'esterno dei palazzi, soprattutto ai cantoni dei palazzi, sembra risalire addirittura al costume degli antichi romani che costruivano piccoli altari pubblici dedicati ai lares compitales, le divinità tutelari pagane che proteggevano gli incroci.

Ci racconta Gigi Zanazzo che in particolare le feste della Madonna, che cadevano nei mesi di agosto e settembre, erano molto sentite  dalle comari romane e dal popolo di Roma sparita. 

E le comari coinvolgevano i ragazzini nell'allestimento di altarini spesso improvvisati davanti  alle madonnelle,  a cui nei momenti bui, tutti si rivolgevano spesso.

Così le Madonnelle venivano addobbate con fiori freschi, con vasetti di piante fiorite, e con tanti lumini intorno per illuminarle anche di notte.
Immaginiamoci come doveva essere suggestiva Roma Sparita in queste feste...con  la colorita presenza delle popolane romane, circondate sempre dai numerosi e vocianti bimbi, ad  animare  quelle strade, piazze e vicoli dove erano poste le madonnelle. Bastava alzare lo sguardo per sentire la benevola protezione della Madonna...  

Le spese per le feste
Tutto questo comportava però una spesa straordinaria soprattutto se a pensarci erano le comari...i cui modestissimi bilanci familiari non potevano certo permettere spese extra.
Così per rifarsi delle seppur modeste spese, mettevano i ragazzini per strada con una scatoletta o con un piattino per chiedere qualche elemosina, recitando questa cantilena:

«Su vvojantri, giuvinotti,
Che mmagnate li bbocconòtti,
Che bbevete der bon vino;
Datece un sordo pe’ ll’artarino!».

[Versione
Su voialtri, giovanotti, che mangiate i bocconotti (= dolcetti di pasta frolla) , che bevete del buon vino, dateci un soldo per ogni altarino.]